Leggendo Hemmerle

Domenica 9 dicembre 2018

 

Klaus Hemmerle , Tesi di ontologia trinitaria (Roma 1996; tit. or. Thesen zu einer trinitarischen Ontologie, Freiburg 1992)

 

La Parola di Dio si sottomette alle condizioni dell'intelletto umano; la comprensione che l'uomo ha di sé stesso è dunque pre-supposto, pre-messa (Vorgabe) e pre-giudizio, per portare a datità la Parola di Dio. Ma il linguaggio e la comprensione dell'uomo devono a loro volta abbandonarsi a ciò che non è in loro potere, che è, per essi, presupposto e compimento; devono prendere le misure di quanto entra nelle loro possibilità, ma lo fa superandole.

(dal Capitolo I, «Una nuova ontologia come postulato teologico e filosofico», pp.33-34)


Per conoscere l'uomo, ovvero per incontrarlo e amarlo, Dio deve trans-gredire, oltrepassare la propria natura: accondiscendendo alla parola umana, facendosi carne mortale.

Ma anche l'uomo, per conoscere Dio, per toccarlo e amarlo, deve oltrepassare il proprio logos, i limiti sicuri della ragione: acconsentendo alla sua Parola, fidandosi di lui, lasciandosi toccare dalla sua carne, ferire dalle sue ferite.

Il mistero di Dio si fa accessibile alla logica umana. La logica umana trascende sé stessa. Dio parla in parole umane; le Parole divine si fanno contatto, tocco interiore, che a sua volta illumina la ragione e genera nuove parole.

La filosofia e la vita assumono la forma di una dialettica di logica e mistica.


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