Leggendo Hemmerle

Domenica 28 giugno 2020

 

Klaus Hemmerle , Tesi di ontologia trinitaria (Roma 1996; tit. or. Thesen zu einer trinitarischen Ontologie, Freiburg 1992)

 

La parola-chiave di tale pensiero non è più il sostantivo, bensì il verbo. […]

Per illustrare questo concetto, prendiamo una parola che in tedesco è verbo e sostantivo al tempo stesso: Leben (vivere/vita). La “cosa” che il sostantivo Leben sta ad indicare è il processo, l’accadere, il vivere inteso nel suo significato verbale. Tale processo ha la sua identità nel procedere stesso e nel modo in cui esso procede. Leben significa egredire da sé stessi. In questo egresso da sé stessi si verifica una costante riproduzione e restituzione dell’egresso; Leben significa Weiterleben (procedere, proseguire nella vita). […]

Il contrappunto armonico di un vivente nei confronti di un altro vivente e nei confronti degli altri enti avviene nella relazione che la vita stessa è. La vita e il vivente finiscono laddove finisce questa relazione.

La correlazione che la vita è si estende certamente oltre questi confini; è correlazione tra vita e vita. La dimensione interiore della vita del singolo, cui appartengono l’egresso, la comunicazione, l’assimilazione e la riproduzione, ha una inscindibile dimensione esterna, quella del con-vivere, nella quale il vivere vive per altra vita e di altra vita.

I rapporti osservati nel fenomeno Leben valgono in modo del tutto peculiare non soltanto per tutti i processi, ma anche per tutte le “cose”. Una cosa, un soggetto, un ente, può essere compreso e giungere a compimento soltanto nel suo atto. Quest’atto è costituzione, è comunicazione, è delimitazione e inserimento in una correlazione che tutto abbraccia

(dal Capitolo III, «Tratti fondamentali di un'ontologia trinitaria», pp.52-53)


Un soggetto, come pure un ente, non è una monolitica identità: è piuttosto un processo; un verbo appunto, non un sostantivo. L’essere tuttavia non è solo processo: è relazione. Non solo il soggetto non può non uscire da sé per essere sé; ma anche, e altrettanto, non può non essere sé se non è in correlazione con un altro soggetto: il vivere è con-vivere, l’essere è con-essere, o, per dirla con Platone, l’usía è syn-usía, o ancora, per dirla con Agostino, l’esse è in-esse.



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