Leggendo Hemmerle

Domenica 11 novembre 2018

 

Klaus Hemmerle , L’Uno distintivo. Note sull’interpretazione cristiana dell’unità (Roma 1996; tit. or. Das unterscheidend Eine. Bemerkungen zum christlichen Verständnis von Einheit, Freiburg 1994)

 

Il “prezzo” della pienezza e della ricchezza della pericoresi è la kenosi. Il terzo tratto fondamentale è dunque il seguente: nell’interpretazione cristiana l’unità ha un carattere chenotico. Solo quando si esce da sé stessi, quando ci si abban-dona e ci si spoglia, quando si è-per l’altro, si può essere nell’altro come in sé stessi. Un pensiero dell’essere che proceda soltanto dalla sostanza mal si attaglia a questo tratto fondamentale. Il carattere relazionale dell’unità è anche carattere relazionale dell’essere, e relazionalità significa superamento di sé. Esiste una maniera sbagliata, ma anche una maniera vera e illuminante di inserire il non e il più nel pensiero dell’unità. Ciò significa ritenere che il carattere chenotico sia fondato più nell’essere stesso che nella semplice finitudine di ciò che è finito. Mettere in relazione tra loro le due prospettive dell’impossibilità di perdere l’identità e quella del perdersi come identità, riferendole le une alle altre, e considerarle nel loro diritto relativo, relazionale, può riuscire soltanto quando, in senso stretto, riesce un’ontologia dell’amore. È qui implicito un impulso biblico che il pensiero teologico e il pensiero filosofico che vive alla luce della rivelazione non hanno ancora saputo cogliere in tutte le sue conseguenze e nei suoi principi fondanti.

(dal Capitolo II: «Unitas quaerens intellectum»,
par.2: «Tratti fondamentali dell’intellectus unitatis», pp.105-106)


Un’ontologia trinitaria pensa la natura relazionale dell’essere. L’essere è relazione: ovvero è inter-esse. Anzitutto nell’accezione italiana del termine: l’essere, in quanto molteplicità di origini, è cura di ciascuna origine per le altre, è amore. In questo senso, l’essere ha carattere pericoretico: è circolarità di dono e accoglienza; l’identità è ricevuta e donata: il sé è solo nella relazione d’amore con l’altro. Ecco allora che, come giustamente osserva Hemmerle, a una simile concezione dell’essere mal si attaglia la nozione di sostanza: l’essere non è un id quod est, identità in sé stessa consistente e autosussistente. Come in un altro passo sempre Hemmerle scrive in modo suggestivo: la sostanza è fatta per la transustanziazione, ovvero per il superamento di sé al fine di incontrare l’altro da sé, per il rinnegamento di sé al fine di affermare l’altro da sé. In questo senso, l’essere ha carattere, oltre che pericoretico, anche chenotico.

V’è una chenosi imposta dalla natura finita dell’essere: Gesù muore in croce a causa del peccato del mondo; la croce è la risposta al male: è la risposta dell’amore che, non essendo amato, ama comunque fino alla fine. Anche nel rapporto tra gli uomini la necessità della croce è certamente dovuta alla mancata reciprocità dell’amore: dunque, pericoresi in Dio, tra Padre e Figlio, e chenosi sulla terra, nell’amore di Dio per gli uomini e tra gli uomini. V’è tuttavia, precisa ancora una volta giustamente Hemmerle, una chenosi che attiene alla natura stessa dell’essere: se infatti l’essere è dono di sé per essere sé, allora è rinnegamento di sé, svuotamento di sé, chenosi appunto. In questo senso, l’essere, in quanto relazione, è inter-esse, da un punto di vista squisitamente ontologico, nell’accezione latina del termine: è un essere che è inter, intervallo, frammezzo, soglia; un essere appunto la cui sussistenza consiste nel superamento di sé, nella trans-gressione, etimologicamente nell’oltrepassamento di sé per incontrare l’altro e così trovare sé. L’essere pertanto non si lascia più pensare unilateralmente come stasi, essendo piuttosto stasi solo in quanto trapassare reciproco irrisolto, equilibrio sempre instabile. In quanto relazione, l’essere è limite: ha perciò carattere chenotico, in quanto soglia da oltrepassare; ma ha anche carattere storico, in quanto soglia che definisce, determina, e che può essere oltrepassata sempre solo in modo determinato, definito. In effetti, il carattere storico sarà l’ultimo tratto fondamentale dell’uno distintivo evidenziato da Hemmerle.


Vuoi ricevere tutti gli aggiornamenti di Leggendo Hemmerle sul tuo cellulare?
Inviaci la tua richiesta dalla sezione
COMMENTI