Leggendo Hemmerle

Domenica 27 settembre 2020

 

Klaus Hemmerle , Tesi di ontologia trinitaria (Roma 1996; tit. or. Thesen zu einer trinitarischen Ontologie, Freiburg 1992)

 

Tu, a cui io parlo, tu destinatario, tu sei l’origine della mia parola. La mia possibilità di parlare dipende dal tuo ascolto e dalla tua comprensione, il mio continuare a parlare dipende dalla tua risposta, e lo stesso fatto di cominciare a parlare è già di per sé un continuare a parlare che ha come punto di partenza quell’origine che tu rappresenti per me, che l’incontro con te è per me.

(dal Capitolo III, «Tratti fondamentali di un'ontologia trinitaria», p.55)


Nessuna parola è privata, ossia legata a una singola persona. Il linguaggio, per sua natura, supera colui che lo parla: lo oltrepassa in avanti. Ogni parola che pronunciamo non è nostra più che di coloro che la ascoltano. La parola, come è il deposito di tutta la storia che la precede, così è anche il frutto del futuro a venire che la attende: dell’incontro con ogni orecchio che la ascolterà e con ogni occhio che la leggerà. La parola esiste solo nell’incontro con chi la ascolta: per questo può vivere lungo i secoli e essere, attraverso i secoli, parola sempre nuova.



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