Perché piangi?


Commento ai Vangeli del giorno

del Tempo di Quaresima e di Pasqua


L’incontro della Maddalena con il Risorto (Gv 20,11-18) è una splendida icona che ben si presta alla presentazione dei Vangeli del tempo di Quaresima e di Pasqua: rappresenta infatti come una cerniera tra questi due tempi, che del resto a loro volta possono essere considerati il doppio movimento dell’unico respiro dell’esistenza cristiana, diastole e sistole del vivere stesso di ogni uomo. Un racconto, dicevamo, che è come un’icona della Quaresima e della Pasqua insieme, della morte e della resurrezione: c’è il pianto, infatti, e la gioia commossa dell’abbraccio; il dolore struggente per l’assenza e lo stupore trasalito per la presenza; il sepolcro ed il giardino insieme.


Maria, perché piangi? È vero, il tuo Signore è spirato sulla croce: ma proprio così è divenuto il tuo stesso respiro; il suo corpo trafitto è stato deposto e rinchiuso in un sepolcro: ma proprio così è divenuto il tuo stesso corpo; è salito al cielo, è tornato al Padre: ma proprio così ha preso dimora nella carne di ogni fratello ed in ogni luogo della terra. Maria, ed ognuno in lei, può ormai fare proprie le parole del salmista e trasalire di gioia: «Dove fuggire dalla tua presenza? / Se salgo in cielo, là tu sei; / se scendo negli inferi, eccoti. [...] Se dico: “Almeno le tenebre mi avvolgano / e la luce intorno a me sia notte”, nemmeno le tenebre per te sono tenebre / e la notte è luminosa come il giorno; / per te le tenebre sono come luce» (Sal 139/138,7-8.11-12). Il pianto, senza soluzione di continuità, è trasfigurato in risus paschalis.