Vangelo del giorno

Sabato 24 luglio 2021

 

Sedicesima Settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo (13,24-30)

 

«Mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò»

«Cum autem dormirent homines, venit inimicus eius et superseminavit zizania in medio tritici et abiit»

24In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. 25Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. 26Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. 27Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. 28Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. 29“No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».

 

 


Il nemico − a seminare la zizzania in mezzo al grano, il male nel nostro cuore − viene mentre dormiamo. Ma quand’è che dormiamo? Quando non siamo svegli: quando cioè non viviamo alla luce del vangelo, sotto la luce di quel sole che è Gesù (Lc 1,78). Nelle settimane, nei mesi, o negli anni in cui non ascoltiamo né preghiamo la Parola: allora altre parole entrano nel nostro cuore e, senza che ce ne accorgiamo, inaridiscono la mano, tolgono la vista agli occhi e ci conducono sulla via del male. Nelle settimane, nei mesi, o negli anni in cui non ci avviciniamo ai sacramenti, alla Confessione e all’Eucarestia: allora, inavvertitamente, il senso del peccato diminuisce, l’orgoglio cresce, le difese contro il male si abbassano e veniamo aggrediti dal nemico. Infine, nelle settimane, nei mesi o negli anni in cui non sprechiamo (Mt 26,7-8) tutte le energie per amare, per servire (Mt 8,15), per lavare i piedi (Gv 13,5): piano piano, diventiamo indolenti, cadiamo nell’accidia, ci ripieghiamo su noi stessi alla ricerca del nostro benessere, mentre fare il bene ci sembra sempre troppo faticoso. Ci ritroviamo così dilaniati dal divisore, che come leone ruggente va in cerca di chi divorare (1 Pt 5,8).

Vegliare è l’unica via per diventare e rimanere luce nella notte del mondo (1 Ts 5,4-11): certo non per impedire del tutto che della zizzania cresca e attecchisca comunque nel nostro cuore, ma almeno per consentire al buon grano di continuare a crescere e per imparare a vincere la zizzania non strappandola, bensì sopportandola con pazienza.


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