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Per sua natura, un libro non è oggetto di mercato. Non è proprietà dell’autore né dell’editore né dell’acquirente. Un libro non è un punto isolato nello spazio e nel tempo; come ogni parola, vive piuttosto di una rete di relazioni che lega le persone tra di loro: anzi solo in quella rete alle persone stesse è possibile vivere (e per questo un mondo ridotto a mercato, nel quale le relazioni sono sostituite dal denaro, uccide anziché dare vita).
Come un albero, un libro ha le sue radici nel passato: maestri e secoli che, più o meno consapevolmente, hanno formato l’autore e dei quali egli stesso è frutto e concrezione.
Non solo, ma un libro tende altresì i suoi rami e le sue foglie verso l’alto, verso l’altro, verso il futuro: i lettori sono la luce e l’aria che lo fanno vivere. Proprio questa dinamica, - lo sbilanciamento di un libro verso l’esterno, verso il lettore che rappresenta il suo futuro, - è potenziata oggi dal web: ogni lettore può lasciare il suo commento all’autore e agli altri lettori.
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Vangelo del giorno di Martedì 17 novembre 2015

da Alina

"Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là".

Ed ecco me, ricca di superfluo, piccola di statua morale e spirituale, mischiata in una folla giudicante, e parte stessa della folla giudicante, sfiorata dalla percezione che Lui "debba" passare vicino a me.... Me, curiosa di vederlo...

E, incredibile che possa davvero, Lui Mi vede, in questa folla, Lui Vede Me... Il Suo guardarmi, mi salva. E mi viene in mente Maria e il Suo Magnificat "perché ha guardato l'umiltà della Sua serva; dirà in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata!" Prodigio e potenza dello sguardo di Dio.